Ispirazione del mese: aprile 2019

Buongiorno Scrapperini e Scrapperine!!
State partecipando all'ispirazione del mese sempre più numerosi e con tantissimi progetti!!! E devo dire che state divendando davvero bravi anche nel seguire i vincoli e le indicazioni.

Sono qui oggi per svelarvi il nuovo tema per il mese di Aprile.

Per partecipare all'ispirazione dovete seguire questi 3 semplici passaggi:
1) La foto o il blog o qualunque piattaforma social vogliate linkare al nostro gioco dovrà citare nella sua descrizione queste testuali parole:
Partecipo all'ispirazione del mese di Aprile di Scrappiamo Insieme: https://scrappiamoinsieme.blogspot.com/2019/04/ispirazione-del-mese-aprile-2019.html

2) Per ricevere i punti tessera nel campo nome dovrete indicare il vostro nome e cognome esattamente come lo visualizzate in facebook, altrimenti non vi assegneremo alcun punto.

3) Dovete seguire il tema e i vincoli di questo mese e tutto quel che è scritto nel regolamento.

Tema: Cioccolata e dolcezze
Vincoli:
1) utilizzo della garza (come più vi piace ma che sia evidente)
2) utilizzo di paste e/o stencil e/o gesso (lo stencil può essere usato anche con varie tipologie di colore e non solo con le paste)
3) obbligatorio spiegare nella descrizione della foto cosa del vincolo 2 è stato usato e per quale particolare del progetto.

Massimo 3 progetti per persona.

Gli shop che premieranno l'ispirazione del mese di Aprile sono
ImmagineLab per il fortunato che sarà estratto a sorte tramite il sito random.org


HobbyEmbo per il progetto che il DT di Scrappiamo Insieme ha scelto come il migliore per idea, origninalità ed esecuzione.


Ora vediamo cosa il DT di Scrappiamo Insieme ha pensato di realizzare per questo tema.

Claudia
Ricettario a tema cioccolata, diviso in sezioni come torte, dolci al cucchiaio, muffin, pasticcini, macaron, ecc: In copertina una foto scattata a Parigi stampata su carta da disegno ruvida, incollata con spessore su un cartone decorato con pasta granulosa stesa su uno stencil a rombi. Tra due strati di garza ho interposto carta biadesiva ModaScrap che l'ha resa rigida e fustellabile e con questa garza sostenuta ho fatto le roselline decorative. La tazza e le cioccolatiere sono fustellate nella crepla glitterata. Le letterine che compongono il titolo in origine erano bianche e le ho dipinte con un pennarello metallizzato rame.


Elena C
Dolcezze in scatola - un mini album in una scatola di Pocket Coffe alterata, Le dolcezze (con o senza cioccolato) si tengono vicine.... ah l'album ha solo foto di noi che mangiamo Nutella :-) Carte Mintay Paper Life Stories, modelling past 13 Art's, colori Sparkle Prima Marketing, la garza usata come sfondo per la copertina, stencil Tim Holtz sul coperchio della scatola e nelle pagine.


Elena U
Card cioccolato e fragola: sfondo della card fatto con timbrata in gesso e Distress Oxide vintage photo e walnut stain, uso della garza per creare stacchi di colore . Timbro Yum colorato con Prismacolor.


Maria
Scatola riciclata ( conteneva una bomboniera), trasformata in porta dolcetti per mia cognata che domani compie gli anni. 
Anche quando non sì è golosi, magari con un pensiero così dolce riesci a digerire l'amaro e triste avanzare degli anni.
Per rispettare il tema "cioccolata e dolcezze" oltre all'utilizzo della scatola, ho stampato su carta lucida dei cupcakes che sono diventati gli abbellimenti.
Invece per il vincolo "garza e texture" ho utilizzato la prima come elemento decorativo adagiato sotto i cupcakes, mentre per la realizzazione della seconda ho utilizzato uno stencil effetto honey con modelling paste di stamperia, colori spray e brilli gel di Tommy, ma ho giocato pure con un timbro texture scritte.




Silvia
Un layout primaverile per ricordare che la vita è migliore con le Amiche... Carta Renke 2017, scritta Yuppla, spray Tommy orange e l'immancabile Nutella.

Veronica
Rivisitazione di un barattolo di Nutella....Ho rivestito l'etichetta di garza, che poi ho decorato con la pasta Modeling della Stamperia ed uno stancil a pois, colorata successivamente con Ink di Tommy Art e i Distress. Personaggio e sentiments dei nuovi clear Glimps.... ed ora scusate...ma devo provare il contenuto ;-) 







Adesso è arrivato il momento di premiare i progetti del mese di marzo.

E' stato selezionato con il random il progetto di Silvia Scala!!!


Il DT di Scrappiamo Insieme, invece, ha ritenuto che li progetto più originale e meritevole è il numero 111 di Alice Molteni.

Complimenti a entrambe per la vincita e mi raccomando inviateci un'email a scrappiamoinsieme@gmail.com entro 5 giorni per riscattare il vostro premio.

Alla prossima ispirazione!!!!

Elena

Che vita da Scrapper: momenti di vita quotidiana tra realtà e fantascienza. Identikit di uno scrapper (seconda parte)

Ben trovati con la seconda e ultima parte di questo eccezionale viaggio alla scoperta dell’identikit di uno scrapper.

Come anticipato oggi ci addentreremo nell’analisi del linguaggio, dell’organizzazione sociale e delle caratteristiche tipiche-tipizzanti.

Pronti, partenza, via!





Il linguaggio
Come le comunità di api, anche quella degli scrappers adotta un sofisticato sistema di
comunicazione per lo più incomprensibile ai fuori-specie, fatto di numerosi inglesismi e
francesismi in un repertorio lessicale altamente specifico, talmente specifico che ho fatto
impazzire il correttore ortografico di word e la mia vista a rileggere il testo tutto
sottolineato di rosso.
Tale idioma è lo scrappese.
La comunicazione scritta rispetto a quella orale è spesso rappresentata da olofrasi, non è improbabile che uno scrapper produca infatti per esprimersi espressioni quali “adorable”, “unique”, “smile” ecc.
Se vuoi parlare con loro e capirli devi usare la loro lingua.

L’organizzazione sociale
Questo aspetto è particolarmente complesso, non tutti gli scrappers godono del privilegio di rivestire tale ruolo full-time, molto spesso bisogna riuscire con tenacia, determinazione, prepotenza, mediante una guerra civile a farsi un varco nella coesisitenza coatta di ruoli diversi: madre, moglie, professionista, gattara, ecc.
Gli scrappers possono decidere di radunarsi in associazioni, gruppi fisici e virtuali.
Una distinzione interindividuale importante è dettata dall’esperienza maturata sul campo, dallo studio, dalla ricerca e da una forte componente di abilità innata, per questo non è difficile distinguere tra le varie classi la figura dello scrapper alfa.
Lo scrapper alfa è precisamente quello che qualsiasi cosa produca risulta essere un capolavoro, potrebbe lanciare abbellimenti e ritagli girato di spalle e ad occhi chiusi creando comunque una composizione coerentemente armoniosa.
È quello che picchietta con noncuranza il pennello o peggio spruzza l’inchiostro spray creando macchie perfette e studiatamente casuali, facendoti inoltre illudere che il tutto sia di una semplicità estrema.
È quello a cui lo stencil mai si permetterebbe di far trapassare il colore.
Quello che riesce a restare stabile nella scelta tra più di due elementi.
Uno che, nelle mille possibilità diverse che si aprono nell’atto di creare, trova sempre la direzione giusta.
Uno le cui creazioni sono solide, resistenti e non trasudano quel certo non so che di precario.
Insomma, uno che, oltre all’asso nella manica, ha anche Parco della Vittoria e Viale die Giardini, non come me che mi ritrovo con Vicolo Corto e Vicolo Stretto.
Ecco, appunto, accanto agli scrappers alfa ci si può imbattere in una come me, la Bridget Jones degli scrappers, che fa fatica anche ad avvicinare a sé quell’etichetta “scrapper” per paura di sciuparla, ma “quelli come me” potrebbe essere un capitolo a parte.

Caratteristiche tipiche- tipizzanti
Nonostante questa eterogeneità anche sociale, esistono delle caratteristiche comuni costanti, unificanti, capaci di accorpare la stragrande maggioranza della popolazione scrapper.
Ecco un elenco di queste caratteristiche tipiche –tipizzanti:

  •  guardare il mondo con due fogli di vellum sugli occhi;
  •  guardare il mondo con l’idea di un riciclo creativo della qualunque;
  •  guardare il mondo per conservarlo e ricordarlo.

L’atto creativo passa quindi da questi tre elementi: osservare-progettare-fare.
Ma esaminiamo ogni singola voce.

Guardare il mondo con due fogli di vellum sugli occhi
Si guarda al cielo nuvoloso immaginandoselo con dietro una mattatura gialla, un frame con applicate foglie fustellate e qualche enamel dots (ecco un esempio di correttore ortografico impazzito).
Si vede il mondo più colorato e a pois, con più sentiment!
Ho visto gente, me, comprare gonne e camicette con fantasie concorrenziali a taluni pad di patterned, praticamente un LO vivente, “capolavoro vivente” mi pareva poco umile.
Ho visto gente, me, comprare libri che narrano storie di bambine di carta.
Si ipotecano con wish-list perennemente aperte, inesauribili: Natali, compleanni, festività varie, soppresse e anche quelle di altri a cui si regala la gioia di vederci felici.
Le 50 sfumature di grigio per noi sono quelle dei Bazzil, con buona pace dei partner.
Quando c’è un progetto in corso non si ha testa che per quello, con buona pace dei partner.
Quando lo si termina si vive il senso di abbandono che coglie quando si è finito di leggere un buon libro o quando ci si separa da un amico.

Guardare il mondo con l’idea di un riciclo creativo della qualunque.
Ogni oggetto della vita quotidiana è rivisto e rivisitato con intenzioni scrappiche, ovvero con un uso diverso da quello per cui era stato progettato. Questo vale per i cartoni delle pizze, le scatole dei cereali, il retro degli album… notare che trattasi per lo più di oggetti che potevano tranquillamente aver compiuto il proprio dovere dopo un’onorata carriera e trovare finalmente pace anche solo nel pensionamento, se non nella terra lieve.
Quindi: o gli scrappers sono sostenitori dell’INPS o hanno problemi a livello psicologico con il concetto di separazione.
Ma non finisce qui la lista dei rimansionamenti: bigiotteria, nappine, fiocchi di mutande, bottoni, elastici tubulari, tutto può concorrere ad impreziosire un progetto, una visione ottimistica insomma sull’irrinunciabilità di ciascuno nel mondo.

Guardare il mondo per conservarlo e ricordarlo
Basta ricordare con dignità quella cicca masticata e non aggiungere altro.
L’incontro tra specie anche apparentemente diverse non smette mai di sorprendere per il senso di appartenenza che riesce a generare rispetto ad un identico sentire, un qualcosa di condiviso così profondamente e visceralmente, che ci fa percepire reciprocamente accolti nelle medesime ossessioni, sintonizzati sulla stessa follia.

Emilia

Che vita da Scrapper: momenti di vita quotidiana tra realtà e fantascienza. Identikit di uno scrapper (prima parte)

“Aria sulla quarta corda” di Johann Sebastian Bach, altrimenti nota come sigla di Superquark
e… benvenuti ad una puntata della lieta scienza (perché la gaia l’ha già immaginata qualcuno
prima di me).
Per onestà intellettuale è opportuno però premettere che la divulgazione a seguire sarà
connotata dalla stessa validità scientifica offerta dalla “rubrica del cuore” di Cioè per
intendersi, solo su temi diversi dalla relazione tra aspirina e contraccezione, che ricordiamo
comunque aver segnato diverse generazioni.
Dunque, dicevamo, oggi offriremo una prima istantanea, un identikit dello scrapper.

Il nostro viaggio si svilupperà attraverso le seguenti tappe:
  • Origine e testimonianze;
  • Habitat;
  • Il linguaggio;
  • L’organizzazione sociale;
  • Le caratteristiche tipiche-tipizzanti.
In questa prima puntata affronteremo gli argomenti di origine e habitat, allacciate le cinture:
si parte!


Identikit di uno Scrapper

Parte prima



Origine e testimonianze
Secondo lo studio delle numerose fonti storiche di tipo scritto e iconografico, rinvenute nel
tempo e in nostro possesso, lo scrapper italico, figura tutt’altro che mitologica, seppur mitica,
trae la sua origine nella ragazzina di 12-13 anni che deponeva le bambole in favore del suo
diario farcito di bigliettini, disegni e schizzi, foto, stagnole di baci perugina, ritagli di riviste,
adesivi, testi di canzoni, stecchi di ghiacciolo abbandonati dal figo della 3^ C e sapientemente
recuperati, Vigorsol masticate occultate nell’antenata di una pocket, e altri feticci del
genere… no, non è un racconto autobiografico…va bene un pochino, ma chi è senza peccato
scagli la prima pie…ghetta e rendiamoci conto da dove tragga origine quell’accattonaggio,
quella fissa di conservare e recuperare, peculiarità di tanti.
Certo, perché quella degli scrappers è una vera e propria razza che può declinarsi in diverse
specie con fenotipo variegato, ma genotipo comune che li categorizza in famiglie.
Le prime testimonianze visive tutt’altro che mute, i tutorial, fonti tra l’altro tutt’ora prodotte
in abbondanza per testimoniare ai posteri la prolificità dell’era attuale, risalgono invece a tale
Muciaccia che due cose importanti ha insegnato ai successivi fabbricanti di video dimostrativi:
- mantenere il contatto con il ricevente… “fatto?”
- l’imprescindibilità di una manicure.

Habitat
L’habitat tipico di uno scrapper x avvantaggiato è generalmente la scrap room, l’habitat di uno
scrapper x svantaggiato è generalmente una scrap-caverna non abitabile e senza speranza di
condono, spesso ubicata sotto al letto, ma anche in scatole sparse, cassetti del coniuge, primo ospite intercettato dallo scrapparassita in cerca di uno spazio sempre maggiore.
Tra i due estremi di vantaggio e svantaggio ci sono però delle diverse fasce intermedie che
vedono fiorire l’habitat in angoli della sala, armadi a muro o ovunque la sfrenata fantasia
specie- specifica porti a insediarsi con l’obiettivo di colonizzare un territorio. Nonostante le
possibili variabilità geofisiche, caratteristica comune è comunque sempre quella: il caos.
Caos elevato all’ennesima potenza che si sommerà all’entropia cosmica con un logaritmo in base 10, rendendo il tavolo da lavoro un paesaggio neanche lontanamente paragonabile alle
conseguenze di un bombardamento, e talmente inagibile da costringere lo scrapper a
fustellare in condizioni estreme, sotto al tavolo, prono con la pieghetta tra i denti in perfetto
Rambo style. Tutto ciò, unito alla tendenza al limite del patologico del “non-buttare-mai-
niente-si-sa-mai-possa-servire-anzi-recuperiamo-anche-i-rifiuti-prodotti-dall’intero-
condominio” concorre allo sperare non passi il talent scout di “Sepolti in casa” che
garantirebbe un futuro fecondo a sé e a tutta la sua discendenza.
L’accumulo seriale è una delle caratteristiche genetiche dello scrapper x, l’elemento che
dovrebbe finire diritto nel bidone acquisisce diritto il diritto di assumere nuova vita in nome
del “può servire” tanto che il problema del sovraffollamento di Cina e India si riproporziona
rispetto a quello dell’habitat dello scrapper.
Finisce qui il primo appuntamento con la lieta scienza, vi aspetto per completare insieme il
fantastico viaggio alla scoperta dell’identikit di uno scrapper attraverso l’analisi del linguaggio,
dell’organizzazione sociale e delle caratteristiche tipiche-tipizzanti.

To be continued…
È una minaccia!

Va dove ti porta.. la carta

Ciao scrapperine…



Il progetto che vi mostro è stato per me davvero un percorso….

Che ho fatto con tanta emozione.

Provo a descrivervelo… per il progetto creativo di Scrappiamo ho pensato di proporvi un album con rilegatura copta.

E’ una rilegatura che mi è sempre piaciuta e allo stesso tempo mi ha sempre un po impaurita.

Sapevo che erano disponibili vari tutorial ma mi sembravano impossibili da capire.

Poi ad un meeting ASI Patrizia mi ha tolto la paura e ho deciso di rifarlo su una dimensione più grande 15x15. Quando ho deciso di utilizzare le carte di Modascrap disegnate da Simona Anghileri sapevo che sarei entrata in un tunnel emotivo importante. Le carte mi hanno poi portato in modo “naturale” ad aver voglia di ricordare qualcosa di speciale e cosi sono tornata nel passato.

Quel passato che un po’ vorrei dimenticare, ma che mi ha anche regalato tre magnifiche creature che riempiono oggi il mio quotidiano.

Quando Matteo e Francesco sono nati però io non facevo ancora scrapbooking e soprattutto non amavo le foto come invece faccio ora. Cosi non ho album con le loro foto (e poche sono decenti) e sono andata a recuperare in vecchi hard disk le loro immagini.

E’ stato un tuffo al cuore, ve lo garantisco. Cosi mi sono presa tempo. Tempo per tornare indietro.

Rivedere.

Rivivere.

Tempo per ricordare. Anche cose che forse ho voluto rimuovere.

Tempo per sentire ancora "con la pancia".

Se anche voi avete un periodo che non avete scrappato per motivi vari, o perché ancora non scrappavate, o perché avevate deciso di sospendere, o perché non volevate ricordare… io vi suggerisco invece (se ve la sentite) di fare questo passaggio.

Io non ero certa che ci sarei riuscita. A passare di li. A “sentire”. E invece è stato bello.

Scegliere quali momenti riportare fuori. E darmi la possibilità di lasciarne alcuni ancora li.

Io credo che quello che è venuto fuori in qualche modo si possa “respirare”.

Non sono i miei colori soliti.

Eppure sono quelli che le carte e le emozioni hanno tirato fuori.

Credo emerga una dolcezza di fondo, una pace che ora c’è, un modo nuovo con cui ora posso guardare quelle foto perché so chi sono ora.

Come se il passato ora possa essere rivissuto con una consapevolezza diversa.

Prendendone il buono…

la tenerezza verso i miei figli..

le paure di non essere capace di fare la mamma…

tutto mischiato con la donna che sono oggi. Più consapevole, più determinata, più serena.

Tutto questo è partito da quello che ho “sentito” guardando le carte.

E credo che sia questo il mio modo di scrappare. Viaggi dentro la mia storia, dentro quella che sono, alla ricerca di quello che ero ma anche di quello che sono diventata.

Colori diversi ogni volta perché noi siamo diverse.

Modalità espressive diverse perché diverse sono le emozioni che proviamo. Perché il “cosa” è solo uno strumento. Album, LO, card, poco importa. Per quello faccio di tutto un po’. Scelgo sul momento quale sia lo strumento migliore. Quello che in quel momento è il mezzo migliore.

E ora che ho il progetto tra le mani, con le emozioni di allora (evocate dalle carte) e quelle di oggi (evocate dai miei timbri), sento di avere una maggior consapevolezza.

Come se tirar fuori quello che ho dentro e toccare con mano ciò che ho esternato mi avesse fatto fare un viaggio, un bel viaggio, che forse sta alla base della mia necessità di esprimermi attraverso la creatività.

Non riesco a far lavori in serie perché l’uso che voglio fare della mia creatività è diverso.

Non sono brava forse nemmeno a fare tutorial perché mentre faccio progetti come questo non riesco a fermarmi per fare il passo a passo.. (e vi chiedo scusa) mi fermo solo sfiancata dalla stanchezza. E il giorno dopo torno in ufficio con il desiderio di tornare presto a casa per terminare il mio lavoro. Come se un discorso dovesse essere terminato per poter avere un senso.

Forse sono stata un po confusionaria nel raccontarvi questo viaggio.

Ma spero di aver convinto anche solo una di voi a fare lo stesso percorso. Perché so che vi arricchirà… Partite dal periodo, scegliete la carta o le foto e il resto verrà portato da sé…

Quando avrete tra le mani quello che avete prodotto vi sentirete meglio!

PS Se volete imparare a fare la rilegatura copta vi consiglio di seguire questo tutorial, è spiegato molto bene e se non capite seguite le immagini tutorial rilegatura copta ... 

Il mio video invece vi racconta il mio percorso.. Video "Nelle piccole cose c'è l'immenso"

I timbri sono di ImmagineLab di Rita Rapaccini(miei e della bravissima Sara Dafne in copertina)
Abbellimenti di Creative Studio di Antonella Lamarra
Le carte di ModaScrap disegnate dalla bravissima Simona Anghileri

Alla prossima



Silvia









GUEST DESIGNER DEL MESE DI MARZO


Salve a tuttiiii,
ben ritrovati all’appuntamento mensile che vede ospite sul nostro blog una di voi, anzi direi una di noiii.
Un modo questo per conoscersi di più, un modo per scoprire chi si cela dietro un nome, un progetto; cosa vuole raccontare e trasmettere a chi si sofferma a guardare; quali sono le emozioni e le sensazioni che prova nel dare forma ad un’idea.
Vi dirò, è bellissimo leggere con quanto entusiasmo venga accolto l’invito a mettersi in gioco, a donare agli altri, attraverso un progetto, un po’ di sé.
Lo so siete curiose di sapere chi è la nostra Guest Designer per il  mese di marzo, ma non potevo non rendervi partecipe dell’immensa gioia che provo, tutte le volte che alla domanda: “ti piacerebbe essere la nostra guest designer?” mi viene risposto tra dubbi e titubanze “Siiii che belloooo, ne sono onorata!”
Ebbene, care scrappine e scrappini l’onore è tutto mio di presentarvi una creativa davvero sorprendente che riesce sempre a stupire, perché i suoi lavori lasciano a bocca aperta e riescono a catturare tutta l’attenzione di chi guarda (come quello che vedrete tra poco).
Delicata, ma non troppo... fresca e mai scontata, ha un modo speciale di raccontarsi attraverso carta, colori e foto.
Rullo di tamburiiiiiiiii… sto parlando diiiii…. DANIELA DE CARLI!!!!!

Su FB potete trovare la sua pagina “Joyful Space” che lei definisce il suo angolino felice.
Bene, mettetevi comodi e prendete appunti perchè ciò che ha pensato per noi è qualcosa di strepitosoooooo! Lascio a lei la parola....

Ciao a tutti è scontato dirvi che sono gonfia per la gioia!!!
 Essere contattata e avere l’occasione di contribuire, con un mio progetto, alla vita di questo gruppo di meravigliose creative, bè… WAU!!!!
Mi presento…
Mi chiamo Daniela, 45 anni, Milanese di origine, trapiantata in provincia per quieto vivere.
La mia vita è abbastanza monotona, ma nel contempo piena di cambiamenti che affronto più serenamente da quando lo scrapbooking è entrato nella mia vita. Ho una passione per i mini album, per le planner, i traveller journal… tutto quel che si può sfogliare insomma, purché contenga parole, foto, scritte, colori e soprattutto un po’ di pensieri felici!
Alcune di voi mi ricorderanno per il mio December Daily con la porticina… un progettino che di me dice molto, perché amo la Casa in ogni suo aspetto. Visto che presto cambierò la mia, potete capire come questo argomento riempia i miei sogni e i miei incubi quando penso che dovrò traslocare anche la Scrap Room.
 Ecco che nasce il mio progettino “Casa Dolce Casa”, un mini album piccolo, ma spazioso.
Ho scelto colori pallidi perché tutto il lavoro è stato fatto in inverno, e perché il bianco mi permette di lasciar uscire i colori che amo, ma ancora non so bene quali riempiranno la mia nuova casa, perciò, contrariamente al solito, ho voluto tinte mooolto chiare e foto in bianco e nero: i colori verranno.
Voglio guardare avanti e lasciare andare quel che ho alle spalle…
Spero vi piaccia!




Materiali occorrenti:


3 Bazzil bianchi
2 Fogli patterned Mintay by Karola Marina  MT-MAR-09
1 Foglio patterned Mintay by Karola Lovely Day  MT-LOV-03
1 foglio di acetato Bazzil White Dots
1 pezzo di acetato normale  12 cm x 14.5 cm
2 fogli di vellum
1 pad di carte Creative Studio “Sky Blue” 6 x 6 single pattern
1 confezione di Die Cut Creative Studio “Sky Blue”
Fustella Waffle Flower – A2 Window shutters
Colla e biadesivo, Taglierina e Cutter, Bulino,  Inchiostro nero
Crepla bianca
Ago e filo color tortora
4 calamitine piatte
Eyelets Artemio color tortora e nappina intonata (facoltative)
Timbri Creative Studio (Mai una gioia – Ritratto di famiglia – L’infinito – Raccontati)
Timbro Cortinovis – Casa Dolce Casa
Enamel Dots Artemio 11060617 o Nuvo Drops Azzurro, nero, giallo
Un pezzetto di nastro bianco e circa 40 cm di filo di cotone bianco spesso (o twine)

Qui sotto vedete come tagliare i vari fogli: le misure sono in centimetri. Una volta tagliate tutte le porzioni, si passa alla parte più laboriosa: la preparazione della copertina e della finestra.




TUTORIAL
Come realizzare la copertina:
Fustellare le persiane nel pattern legno rosato (2 volte) e nella crepla bianca che servirà per spessorare le persiane. Incollare le persiane spessorate sul bazzil, nella parte centrale di ognuna delle due strisce, facendo attenzione a tenere il margine di 2 cm a sinistra su una persiana e a destra sull’altra. Prima di incollare la persiana destra, inserire un nastrino ripiegato circa a metà del lato lungo,
fermandolo sotto la persiana con un po’ di scotch.
Ripiegare verso l’interno il bazzil bianco, fermandolo con il biadesivo,
così la copertina acquisisce stabilità.
Forare la persiana destra in corrispondenza del nastrino e inserire un eyelet bianco per fermare il nastrino.



Preparare l’interno della persiana sinistra usando il pattern legno rosato.
Incollare due calamite accanto alla piega, a circa 2,5 cm dai bordi superiore ed inferiore.
Ripiegare in dentro l’aletta e incollare. Incollare l’interno alla persiana allineando le pieghe: il margine calamitato sborderà di un centimetro creando lo stipite magnetico.


Sul retro della persiana destra, incollare le calamite in modo che coincidano perfettamente con quelle rispettive sulla sinistra (è più facile se posizionate le calamita direttamente sulla persiana sinistra, ci preparate sopra una glue dot e ci appoggiate sopra la persiana destra in modo che la chiusura sia perfetta). A questo punto rivestite l’interno della persiana destra con il pattern.






A piacimento, sui margini laterali, forare ed inserire degli eyelets intonati insieme ad una catenella con nappina. Questo elemento non è essenziale per la struttura e può essere omesso.



Come assemblare la finesta:
Con un taglierino eliminare i rettangoli centrali in modo che i tagli corrispondano perfettamente sui lati interno ed esterno. Gli infissi devono essere di 1 cm. A questo punto si può inserire del normale acetato che fungerà da vetro. Ripiegare in dentro e fissare con colla o biadesivo sottile.
Forare in corrispondenza dell’incrocio degli infissi su entrambe le ante.
Prima di inserire gli eyelets, annodare un’estremità di filo bianco intorno al corpo dell’occhiello,
stringere bene e tagliare il filo in eccedenza da una parte. Inserire e fissare gli occhielli.


Le ante della finestra sono pronte per essere unite tra loro incollando al loro interno la card di pattern legno azzurro, con apertura a destra.


Sulla faccia anteriore della card, incollare il pattern cornici tagliato a misura e decorare a piacere.


Vediamo adesso gli album interni
Consiglio di decorare le pagine prima di assemblare la struttura, così da poter lavorare più agevolmente.
Le decorazioni che ho scelto sono visibili nelle foto, ma credo che debbano svilupparsi intorno al contenuto personale, perciò, se volete cimentarvi, ognuna farà secondo il proprio gusto.
Questo è l’ordine delle pagine che ho scelto…
Album interno destro: Pag. B – C - A
Album interno sinistro: Pag. A – C - B

Montare la struttura
Entrambi gli album vanno fissati allo spigolo di fondo della copertina con l’aiuto di ago e filo.
Prima di iniziare a forare, bloccare le pagine con delle mollette, in modo da non fare errori.
Quindi appoggiare la costa su uno strato morbido (panno o gomma)
per poter forare con facilità usando il bulino.



Pronti i buchi, cucire lasciando i nodi all’interno, mentre all’esterno si vedrà solo il filo passante.



Unire le due metà dell’album (un po’ come in un matrimonio eheheh) e girare a faccia in giù per controllare che tutto sia allineato. Tra i due lembi della copertina rimarrà un po’ di spazio.


Disporre il biadesivo sulla copertina interna per fissare l’acetato
(basta abbassare la pagina e rimane attaccata e ben allineata).


Sopra l’acetato preparare alcune strisce di biadesivo sulle quali incollare la copertina dell’album destro.


Chiudere e girare l’album.
Inserire un po’ di biadesivo sotto al lembo sinistro per terminare la copertina.


Solo a questo punto è possibile incollare la finestra all’interno dell’album, sulla copertina dell’album interno destro, in modo che si adegui al gioco della chiusura.
Per questo passaggio consiglio l’uso della colla, che permette di fare qualche aggiustamento di posizione. Attenzione a lasciare un po’ di bordo senza colla sul lato destro, in modo che la struttura della finestra possa rimanere in piano, mentre la copertina dell’album possa curvarsi verso lo spigolo di cucitura.
La buona chiusura dell’album dipenderà da quanto avete osato con le decorazioni interne che fanno volume… io ho sinceramente esagerato un po’ con biadesivo spessorato e dots cicciotte… ma che volete farci: in casa di una scrapper ci sono sempre problemi di spazio!!!

OK, manca solo la decorazione in copertina… un po’ smortina, è vero,
ma vista da fuori sono smortina anche io… l’importante è avere i colori dentro!

 Dunque… la porticina l’ho fatta, le persiane ci sono, pure la finestra… e i cassettini (mai abbastanza!)… bè, adesso mi manca solo la casa!!! Fatemi gli auguri per il trasloco!!!
Ecco le foto dettagliate delle decorazioni e un piccolo video.
































Cosa direee?
Un progetto pazzescoooo, sicuramente elaborato, ma ricco di emozione, di amore…
Un amore unico, speciale come quello per la propria “CASA” in cui ci trovi le persone del cuore, le persone che si amano.

Grazie Daniela dal profondo del cuore, per averci regalato un pezzetto del tuo mondo, della tua vita.

 Voglio concludere con una frase che hai usato nel tuo bellissimo mini-album:
“Non lasciarti mai sfuggire l’occasione di essere felice”
Io vi saluto e ci ritroviamo il prossimo mese…