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Scrapzionario.... M come Masking

Ciao a tutti!!!
Torno con i miei spunti per i meno esperti... l'argomento di oggi è il masking.

Cos'è il masking? E' una tecnica molto semplice per permettere di sovrapporre più colori o per colorare un disegno senza rovinare delle parti già colorate o che devono rimanere bianche.

Nel nostro hobby mascherare una zona è utile se si devono aggiungere degli schizzi di colore a lavoro ultimato, oppure per sovrapporre due timbrate senza sporcare il disegno di quella che dovrà rimanere in primo piano.

Vi spiegherò proprio questo: come fare due timbrate una sopra l'altra. Poi con un procedimento molto simile potrete mascherare qualsiasi cosa per dar sfogo alla vostra vena creativa.

Innanzi tutto vi voglio raccontare che in commercio esistono delle "penne" che permettono di "colorare" zone di un disegno creando una pellicola sopra di essa. Una volta asciugata questa pellicola ci si potrà lavorare sopra, con altri colori senza rovinare la parte protetta da questa pellicola. A lavoro ultimato basterà strofinare la pellicola con un dito o una gomma per toglierla e poter proseguire con il nostro lavoro. Un esempio di queste penne per il masking è la Molotow.

Ma per chi come me questo prodotto non ce l'ha, esiste un altro procedimento molto semplice e alla portata di tutti. Vediamo subito come procedere.

Innanzi tutto scegliamo quale timbro vogliamo sia il nostro protagonista della composizione. Io ho scelto questa Tilda con un mazzo di fiori in mano che ho timbrato su un cartoncino color kraft.

Timbriamo lo stesso soggetto su di un foglio di scarto e ritagliamolo. Cerchiamo di essere più precisi possibile nel seguire i suoi bordi, ma non intestardiamoci in particolari molto ostici: nel mio caso i gambi e i riccioli dei fiori che sono molto sottili li ho tagliati via del tutto.

Sul retro della timbrata ritagliata applicate dei rotolini di washi. Ho scelto il washi perchè ha la caratteristica di non incollarsi definitivamente sul foglio, quindi è possibile rimuoverlo molto facilmente senza rovinare la carta su cui viene posizionato.

Sovrapponete le due timbrate. Quella ritagliata proteggerà perfettamente la timbrata principale sul nostro foglio e il washi la terrà ferma. In questo modo potremo timbrare nuovamente sopra senza intaccare il disegno mascherato.

Ed è proprio quello che ho fatto io con questa bella composizione di fiori. Notate che ho timbrato proprio sopra al foglio di scarto, che ha protetto perfettamente la parte sottostante.


A questo punto leviamo via la Tilda di scarto e facciamo apparire la nostra composizione finale.

Io ho colorato il disegno con le matite Prismacolor... ottime anche su cartoncini color kraft.

Infine con la mia composizione ho creato una card.


Spero che la mia spiegazione sia stata molto semplice e chiara e che vi verrà utile per i vostri lavori futuri.

Alla prossima!!!
Elena

SCRAPZIONARIO : C come Chipboard

Ciao Scrappine....
Oggi vi parlo di Chipboard...


La parola “Chipboard” significa letteralmente “truciolato”.


Ma cosa è?

In sostanza, il Chipboard è una carta in fibra spessa che viene generalmente prodotta con carta riciclata.

È simile al cartone (non ondulato, quindi non è cavo). Nello scrapbooking viene utilizzato per abbellire i progetti, siano essi Layout o Minialbum. Dal momento che risultano “rialzati” rispetto alla pagina (perché più spessi), i chipboard servono ad attirare più attenzione rispetto ad altri abbellimenti piatti. 



Può essere utilizzato anche per creare spessore o livelli diversi negli abbellimenti (Layering). 



Il Chipboard è anche versatile: può essere dipinto, carteggiato, ricorperto con carte patterned .

Molti Brand hanno iniziato a creare Chipboard abbinate alle carte prodotte in modo da fornire un set completo per la creazione dei propri progetti. 





Alcuni Chipboard hanno già una parte di adesivo in modo che possano attaccarsi facilmente alle superfici.

Nato del materiale descritto ora molti brand hanno iniziato a produrre abbellimenti anche di carta o di altri materiali (legno, resina, palstica) 




Istruzioni per l'uso. Presentazione della rubrica. Trucchi per l'uso del nastro biadesivo

Istruzioni per l'uso : cosa significa? Potrei dire la scoperta dell'acqua calda per chi scrappa da un po' e non troverà nessun giovamento nel leggere le mie righe, ma anche trucchetti utili per chi scrappa da poco ed eviterà di sprecare materiale per fare il suo percorso di sperimentazione.
Qui si parlerà di materiali, di attrezzi, di soluzione di problemi ricorrenti. Avrò cura di mettere quante più etichette possibili in modo da facilitare le ricerche future.
Sono previsti quattro post, oltre a questo, che andranno ad integrare lo scrapzionario che è già una buon base di conoscenze scrap.

Oggi vorrei dare il via alla nostra chiacchierata parlando di nastro biadesivo. Ah, sia chiaro che le mie sono chiacchierate e non lezioni, in una chiacchierata si presuppone che ci sia qualcuno che comincia a parlare (in questo caso io che sono chiacchierona da sempre), ma che poi ci siano altre persone che intervengano, perciò io invito chiunque abbia da fare domande o voglia dare contributi basati sulla sua esperienza, a scrivere un commento qui sotto il post, in modo che chi cercherà questo argomento in futuro troverà il mio input e i vostri suggerimenti tutti insieme e la rubrica acquisterà valore.

Di nastro biadesivo si è già parlato in questo post in cui troviamo quasi tutto ciò che il mercato ci offre, anche se va detto che marche diverse presentano caratteristiche leggermente differenti che possono essere sfruttate in occasione di particolari esigenze, ma parlare anche di questo ci porterebbe troppo lontano.
Aggiungo solo qualcosa che riguarda la scelta in base allo spessore. Per incollare carte fantasia alla struttura di cartoncino e foto alle carte basta un nastro alto mezzo centimetro e il fatto che sia sottile torna molto utile anche per fissare abbellimenti di piccole dimensioni. Ci sono casi in cui può valer la pena accostare due o tre file di nastro per tenere più saldamente insieme due parti.
Quando invece devo incollare tra loro due ampie superfici (anche di materiali diversi, come quando si rivestono le copertine di stoffa) preferisco usare i fogli biadesivi in formato A4, perché mi è capitato che dalla trama della stoffa leggera trasparissero le linee del biadesivo piccolo oppure che fuoriuscisse la colla stick sporcandomi le mani.
Un'altra caratteristica che può venir comoda è la pellicola removibile di consistenza tale da permettere di tagliare il biadesivo con le mani. Io sono una precisa che anche dietro le foto mette il nastro tagliato con le forbici, ma conosciamo tutte certi equilibrismi inevitabili in cui non dover impiegare le mani per il recupero e l'uso di un attrezzo può davvero fare la differenza.

Andando oltre il discorso sulla scelta, vi trattengo ancora qui un attimo per dirvi due di quelle cose che all'inizio ho chiamato "scoperta dell'acqua calda".

Quando si matta una foto, quando si applica una carta fantasia su del cartoncino (non importa che si tratti di una card, della pagina di un album o di qualsiasi altra cosa), i bordi delle due componenti devono essere paralleli. la sfasatura anche di un millimetro salta all'occhio e rende il lavoro sciatto. Se si ha la convinzione di non avere occhio e non si vuole perdere tanto tempo a controllare tutte le distanze col righello si può mettere lo strato sovrastante sfasato in modo evidente di qualche grado, così si capisce che lo scarto è voluto e studiato. Se però si vogliono mettere i lati paralleli conviene mettere i nastro biadesivo oltre che lungo tutti i bordi anche al centro della carta. Basta un pezzettino di pochi centimetri (dipende dall'ampiezza della carta, per un'esplosion box standard bastano due centimetri, per un album 30x30 meglio stare tra i cinque e i sette).
Si toglie la pellicola solo dal pezzettino centrale e lo si fa aderire al substrato. C'è un certo gioco iniziale che permette di centrare perfettamente il nostro oggetto, ma se anche disgraziatamente dovessimo scollare, perché il biadesivo ha fatto presa subito, il danno provocato alle carte non sarebbe mai visibile a lavoro finito, cosa che quasi regolarmente accade quando incolliamo storto un intero lato e vogliamo spostarlo. Quando il nostro oggetto è ben posizionato, facendo pressione al centro con una mano, togliamo la pellicola all'adesivo su uno qualsiasi dei lati e fissiamo. A quel punto possono essere rimosse anche le altre protezioni e l'oggetto risulta perfettamente centrato e fissato.

Un altro trucchetto utile quando dobbiamo unire col biadesivo due cartoni pesanti per fare una copertina o un home decor, oppure due forme che è difficile allineare perfettamente conviene mettere sul nastro biadesivo, già privato della pellicola di protezione, uno strato di colla gel come la uhu, che essendo scivolosa permette il riallineamento per qualche istante prima di cominciare a fare presa e a unire le due parti ancora più stabilmente che col solo biadesivo.

Per oggi mi fermo qui e vi saluto. Aspetto eventuali domande e i vostri trucchetti salvascrap inerenti al nastro biadesivo!
Appuntamento al 5 novembre con le prossime istruzioni per l'uso :)



Attraverso le difficoltà realizziamo i nostri sogni..

I diamanti si formano nelle viscere della Terra, sottoposti a pressioni inimmaginabili..
le specie animali sopravvivono adattandosi alle difficoltà del loro habitat...
le fibre muscolari crescono solo grazie a micro-lacerazioni.

Allo stesso modo noi cresciamo affrontando le difficoltà che la vita ci pone davanti...



Eh niente.. da creativa dovrei spiegarvi nel dettaglio come ho realizzato il mio progetto, con quali materiali. 
Ma ormai avrete imparato a conoscermi.. e io posso spiegarlo.. ma devo sempre partire dalla storia che devo raccontare...

Oggi non vorrei parlare di sogni, ma delle difficoltà a realizzarli che a volte ci bloccano e non ci fanno proseguire. Parlo delle difficoltà di tutti i giorni, di quelle che ci stancano fino forse a non aver più la forza di sognare. Parlo di critiche, di furti di idee, di cattiveria gratuita.

Parlo di chi i sogni ha lottato per realizzarli, o sta lavorando per arrivarci...

Parlo anche delle creative che si mettono in gioco.. che ci credono.. che sognano in grande.. e noi dobbiamo fermarci e guardare tutto ciò che stanno facendo.. perchè i loro sono anche un po' i nostri sogni.. e le cose che fanno loro cambiano il nostro modo di scappare, di comprare, di assemblare...

Beh a loro dico... continuate a testa alta. Continuate nonostante tutto, perchè ci sono tante persone che vi seguono con passione. Tante persone che vi vogliono bene. E che credono in voi e in quello che fate.

Quando vi sembrerà che le difficoltà stiano per buttarvi giù pensate alla storia del contadino che, riposandosi sotto un’ombra al termine di una giornata sfiancante, si accorse di una piccola farfalla che si dimenava con tutte le sue forze per uscire dal bozzolo. 
Il contadino osservò a lungo gli sforzi eroici dell’elegante bestiolina, ma per quanto la farfalla si sforzasse per uscire, i progressi sembravano minimi. Così, il contadino, impietosito dall’impegno della piccola farfalla, tirò fuori un coltellino da lavoro e delicatamente allargò il buco del bozzolo, finché la farfalla poté uscirne senza alcuno sforzo.
A questo punto accadde qualcosa di strano. La piccola farfalla, aiutata ad uscire dal bozzolo, non aveva sviluppato muscoli abbastanza forti per potersi librare in aria. Nonostante i ripetuti tentativi, la fragile farfalla rimase a terra e riuscì a trascinarsi solo a pochi centimetri dal bozzolo, incapace di fare ciò per cui la natura l’aveva fatta nascere. 
Il contadino si accorse del grave errore fatto ed imparò una lezione che non dimenticò per il resto della sua vita:

“Attraverso le difficoltà la natura ci rende più forti e degni di realizzare i nostri sogni.”

Silvia

Il mio progetto lo dedico a te Rita (e lo riceverai a breve per posta) per ricordarti che sei più coraggiosa di quello che pensi e più forte di quel che sembri ...

Il progetto è realizzato con la fustella di Modascap. Ho creato due cornici sovrapposte in modo da creare un effetto 3D e poter mettere gli elementi in livelli differenti.
Sullo sfondo un vellum con fiori stampati e l'effetto controluce è molto carino.
Il timbro è una Gorjuss della Santoro (uscito da poco) "Bluebird's Proposal"
Le foglie fustellate sono della Florileges Design
La libellula è di Modascrap.













SCRAPZIONARIO: P come Project Life

Ciao a tutti!
Oggi vorrei parlarvi di Project Life, del modo in cui lo interpreto io e come lo "fondo" al mio fare scrap "normale".


Il Project Life è un metodo ideato da Becky Higgins per rendere lo scrapbooking più veloce e snello. Si tratta quindi di un metodo che permette di conservare i nostri ricordi e le nostre foto impegnando meno il nostro tempo. Prevede l'uso di particolari page protectors, suddivisi in tasche di varie dimensioni, le più comuni sono 6x4 pollici (circa 10x15 cm) e 3x4 pollici (circa 7,5x10 cm). Si conservano all'interno di album ad anelli, proprio come i layout classici. Il formato originale è il 12x12 pollici (circa 30,5x30,5 cm), ma si trovano in commercio anche altri formati come il 9x12 pollici ed il 6x8 pollici. Nelle varie tasche si inseriscono foto, journaling card su cui scrivere il nostro testo oppure filler card che servono da decorazione. Il tutto è suddiviso in spread, in genere di due facciate affiancate, che contengono gli avvenimenti di una settimana. I nostri racconti vengono infatti gestiti su base settimanale. Esiste una versione digitale, ma anche una versione tramite app su smartphone (che recentemente è stata resa disponibile gratuitamente, i kit all'interno sono a pagamento).


Questo è ciò che prevede il metodo originale, poi ovviamente troviamo molte interpretazioni, stili e modi di personalizzare questo sistema. Io, nei vari anni, ho spesso affiancato alle mie pagine classiche dei riepiloghi mensili. Ho iniziato a fare dei layout riassuntivi dei vari mesi utilizzando o la mia foto preferita o una selezione di foto di vari eventi e come journaling usavo degli elenchi di ciò che era avvenuto oppure dei "currently" (elenco di preferiti o dettagli di un certo momento, come il libro che si sta leggendo, il film preferito di quel mese, cosa sto mangiando spesso, ecc.).


Quando si è diffuso il Project Life ho spostato questi riepiloghi su quel formato, utilizzando quindi il metodo su base mensile. Successivamente, una marca di prodotti di scrapbooking ha lanciato il suo formato 6x8 pollici (Handbook di Studio Calico) e me ne sono perdutamente innamorata! Nel 2015 ho iniziato su questo formato, mantenendo la scansione mensile. Il settimanale (così come il formato grande) per me non va bene, non avrei foto a sufficienza e si trasformerebbe in un impegno per me eccessivo considerando che voglio dedicarmi anche agli altri formati.


Per il 2018 ho deciso di tornare a questo sistema ed eccomi qui a parlarvene. In linea generale, come qualsiasi cosa che riguarda noi ed i nostri ricordi, la nostra creatività, non c'è un modo giusto o sbagliato. Ci sono delle linee guida e poi mille interpretazioni diverse.


Io personalmente amo utilizzare formati diversi di page protectors all'interno dell'album, lo faccio in realtà anche nei mini album classici che realizzo. Mi piace alternare pagine di diversa dimensione, giocare con le sovrapposizioni, utilizzare delle tasche come shaker card da riempire con paillettes, aggiungere delle pagine fuori dai page protectors (anche in questo caso possono essere grandi quanto l'album oppure possono essere delle semplici foto 10x15, a seconda delle mie necessità). Inizio in genere scrivendo il mese di cui sto parlando e poi gestisco le pagine a seconda di quante foto ho selezionato. Il journaling lo scrivo spesso a pc, però mi capita di usare anche la macchina da scrivere (a mano solo se è un journaling nascosto!).

Vi mostro qualcosa del mio album del 2015.


Il punto di forza di questo metodo è l'immediatezza ed in questo io sbaglio alla grande! Il successo in tempi lunghi si ottiene fondamentalmente con una buona organizzazione, ma soprattutto grazie alla capacità di rimanere abbastanza minimal. Le decorazioni dovrebbero essere moderate, sempre solo per una questione di tempi! Non è assolutamente una regola ed ovviamente dipende da persona a persona. A volte io mi rendo conto che per una card sto impiegando più tempo del dovuto e ritorno in carreggiata semplificando.


Si trovano in commercio kit specifici per il Project Life, composti da numerose card di varie dimensioni, marchiati sia da Becky Higgins che di altre marche. Io in genere però tendo ad utilizzare i ritagli del mio materiale e comporre le card con timbrate, puffy stickers (che amo particolarmente in questo contesto... no ok li amo sempre! ahahah), alfabeti ed abbellimenti vari. E' così che fondamentalmente perdo tempo... ma amo farlo in questo modo e continuo nonostante tutto!


Per quanto riguarda la scelta di quello di cui voglio parlare, sicuramente inserisco qui quelle foto che so non utilizzerò per fare un layout classico. Ma aggiungo anche quelle che penso meritino di esser scrappate ulteriormente, perché magari non ho scritto abbastanza oppure sento di non aver raccontato sotto tutti i punti di vista.


A fine mese spesso inserisco la pagina "month in review" in cui racconto tramite un elenco gli avvenimenti per me importanti, oppure scrivo del testo come un semplice journaling.


Questo è un esempio di foto inserite direttamente negli anelli.


Sentivo la mancanza di questo metodo. Vorrei provare la strada del minimal e diminuire le decorazioni. Ci sono così tanti esempi di scrapper fantastiche, che fanno delle meraviglie con il Project Life!


Se volete approfondire l'argomento cercate Project Life su Pinterest. Da poco sto seguendo questa scrapper che fa meraviglie con il formato 6x8, Leontien. Ma anche "in casa" abbiamo un esempio di tutto rispetto, Loredana Bucaria. Fino a qualche anno fa invece il mio punto di riferimento era Leena Loh.

Spero di avervi ispirato o almeno incuriosito sull'argomento.

Alla prossima!
Federica

Scrapzionario: D come December Daily

Siamo ormai giunti alla fine di novembre e non manca molto alla fine dell'anno... Ma prima c'è il mese di dicembre, che per una scrapper, in genere, è un periodo ricco di impegni! Tra swap, mercatini, card di auguri e regali handmade sta prendendo piede sempre più l'abitudine di creare un album dei ricordi del mese di dicembre, il famoso December Daily. Ma come nasce questo progetto e quali "regole" ha?


Prima di tutto dobbiamo ringraziare Ali Edwards per aver ideato questo progetto! Ali è una scrapper americana di fama internazionale, uno dei capisaldi dello scrap in America insieme ad Heidi Swapp, Becky Higgings, Donna Downey... e molte altre ma mi fermo qui. Io la seguo da anni perché mi ha da subito conquistato con il suo modo di fare scrap fortemente basato sul raccontare la propria storia e quella della sua famiglia. Uno dei pochi libri in formato cartaceo che ho è proprio suo ed a distanza di anni vi assicuro che è sempre attuale, perché alla base non ci sono solo tecniche particolari, ma proprio un modo di approcciarsi allo scrap.


Il December Daily è stato ideato quindi da questa fantastica scrapper e, fate attenzione, è un marchio registrato! Vedo molto spesso progetti ispirati, tutorial, corsi ma senza nessuna citazione. Non è l'unico progetto ideato da Ali Edwards, ci sono anche "Day in the Life" e "Week in the Life". Sono dei progetti, che lei programma diverse volte l'anno, in cui vengono documentati un intero giorno oppure una settimana, in modo da poter, in futuro, avere una testimonianza della vita di tutti i giorni un po' più nel dettaglio.


Ma torniamo all'argomento di questo post. Il December Daily è nato nel 2007 (sono quindi giusto 10 anni), mentre Ali lavorava ad alcuni articoli su progetti natalizi per una rivista scrap, Creating Keepsakes. Già da subito ha avuto l'impostazione che vediamo ora, un album intero dedicato ad ogni singolo giorno di dicembre, dal primo al 25. Con il passare degli anni il suo stile personale è ovviamente un po' cambiato ma ci sono degli aspetti che sono rimasti sempre uguali:
- si tratta di un mini album. Negli anni possono esser cambiati i formati, ma tendenzialmente non è mai stato eccessivamente piccolo (il minimo che ricordo è stato un 10x15 cm di non molti anni fa). Sicuramente non ne ha mai fatto uno con dei layout 12x12 inch eheh Lo stile ha assunto sempre più le caratteristiche del Project Life, quindi una narrazione attraverso page protectors con tasche più o meno grandi.
- racconta i giorni che vanno dal primo al 25 dicembre, occupandosi della base di ogni giorno preventivamente nel mese di novembre. In questi ultimi anni, dato che ha anche un suo brand, inizia a parlare del progetto già in estate comunicando le date delle uscite dei vari prodotti (sono disponibili diversi kit suoi e di altre designer), c'è anche un corso on-line, la presentazione delle sue pagine base "foundation pages". A dicembre invece pubblica giorno per giorno ogni singola pagina, concludendo poi con un video di tutto il progetto completo. Confesso che questo suo pubblicare di giorno in giorno lo considero come il mio personale calendario dell'avvento scrap ahahah! E' un appuntamento a cui tengo tantissimo!
- ha una pagina iniziale chiamata "the reason why" o "intentions" in cui spiega anno per anno le motivazioni che la spingono a realizzare quel progetto, le intenzioni che ha per vivere pienamente l'atmosfera delle feste.

Trovate tutti i suoi post sul December Daily qui. Se volete dare un'occhiata alla pagine base di Ali Edwards per questo 2017, le trovate qui.


E' importante sottolineare che, come lei stessa ripete ogni anno, il modo in cui lo fa lei non deve esser seguito alla lettera. Ognuno nell'approcciarsi a questo progetto deve seguire il proprio processo creativo, ciò che funziona per il proprio modo di essere e di creare. Alla base del December Daily non c'è obbligatoriamente un avvenimento per ogni giorno, ma una storia da raccontare. Ci saranno giorni in cui potremo raccontare tipiche attività natalizie, giorni pieni di avvenimenti della vita di tutti i giorni, ma anche giorni in cui potremmo non fare nulla di particolare, ma un dettaglio, un ricordo può esser raccontato nel nostro album. Possiamo anche stilare una lista di argomenti (canzoni di Natale preferite, film, lista dei regali e così via) da utilizzare nei giorni in cui non abbiamo una storia. Non mi sto inventando nulla sia chiaro, sono cose che lei stessa ha spiegato nel corso degli anni e che sono chiari a chi come me la segue da tempo.


Io faccio scrap dal 2006 ed il primo tentativo che ho fatto per questo progetto risale al 2009 con uno di quegli album a forma di albero di Natale (a pensarci oggi mi dico: folle!). Non ho provato tutti gli anni dal 2009 ad oggi, ma diversi tentativi li ho fatti, ma mai completati. So perfettamente dove sbaglio eppure tutti gli anni faccio gli stessi errori. Di base questo progetto deve esser preparato prima (anche se con gli anni Ali Edwards ha diminuito molto il lavoro sulla base, lasciandosi molta libertà nella fase di realizzazione effettiva), deve avere un kit di materiali con cui lavorare e deve essere piuttosto semplice nel momento in cui lo si va a completare. Dimenticavo, si è liberi anche di raccogliere foto e testi durante il mese e realizzare l'album a fine dicembre. Così come si è liberi di scegliere un intervallo temporale differente (partire dall'8 dicembre ed arrivare fino al 31 ad esempio).


Io personalmente ho sempre sbagliato perché non ho rispettato nessuna di queste accortezze, mai. Mai preparato pagine in anticipo, se non le prime due forse. Mai comprato collezioni natalizie per tempo, ma soprattutto mai lasciato le cose semplici! Di buono, ed è anche il motivo per cui continuo a provarci, c'è il fatto che la scusa del December Daily mi ha sempre spinto a vivere questa festa (che adoro profondamente) stando attenta ai piccoli dettagli, mi ha spinto ad impegnarmi a creare ricordi speciali nonostante con gli anni il Natale possa diventare una festività difficile. Perché si diventa grandi, perché iniziano a mancare persone importanti nella famiglia ed è facile lasciarsi andare, diventare un po' Grinch ;) chiedersi che senso abbia. Io, più gli anni passano e rendono difficile festeggiare, più tengo stretto questo progetto per non abbandonare lo spirito natalizio ed avere una "scusa" per rendere speciale un mese dell'anno, quel mese che porta in sé la magia.


Ho visto però dei miglioramenti pian piano. Ogni anno racconto sempre di più, faccio piccoli passi avanti. Lo scorso anno ad esempio ho utilizzato un planner vuoto per il mio December Daily (è stata una soluzione utilizzata da molte ho visto) decorato con un mix di formati tra pagine standard e page protectors in stile Project Life. Alla fine del planner avevo inserito un inserto (un quadernetto in A6) in cui ho riportato giorno per giorno il journaling. Avevo quindi predisposto sia una parte scrap che una di solo journaling. La parte scrap non è completa ovviamente, ma il journaling sì. Ho raggiunto questo traguardo: aver raccontato il mio dicembre almeno in parte.Voglio perciò conservare questa caratteristica anche nell'album di questo 2017! Ho scelto un raccoglitore 6x8 inch, ad anelli, a righe rosa (questo è il mio Natale rosa!) pieno di page protectors delle più svariate misure come piace a me. Ho comprato da tempo la collezione che l'anno scorso non ero riuscita a trovare dato che era sold out ovunque ed ho iniziato riempiendolo in parte. Ho fatto la mia lista di attività natalizie... sono pronta! Dovrò ricordarmi ogni giorno di mantenermi sul semplice (e non voler creare milioni di file della Cameo per fare pagine complesse xD). Ci rivedremo quindi più in là con i progressi. Sarà il mio anno buono questo? Io sono determinata ;)

Spero di avervi dato informazioni utili e spunti di riflessione sull'utilizzo dello scrap e progetti come questo come un aiuto a vedere la magia nella propria vita e come motivazione anche nei momenti più difficili.

Ma non è finita qui! Nei prossimi giorni anche le mie compagne di Scrappiamo Insieme vi parleranno del loro approccio a questo progetto!
A presto

Federica

Scrapzionario: S come ScaNCut

Ciao scrappine
pubblichiamo questo post perchè qualcuna di voi ha fatto domande sulle macchine da taglio. Solitamente si sente parlare di Cameo, ma la mia personale esperienza è con la ScaNCut della Brother e ho pensato di farvi vedere un video  semplice semplice (e senza grandi pretese) per presentarvi una delle sue funzionalità che trovo molto utile.

Se avete altre domande non esitate a farle sulla nostra pagina e cercheremo di rispondervi...

A presto!
Silvia

Video ScaNCut #1


Scrapzionario: cos'è lo "Scrapbooking", scopriamolo insieme.

Ciao a tutte!
Oggi per l'appuntamento mensile dedicato al post per Scrappiamo Insieme, ho deciso di dedicarlo ad una specie di approfondimento letterale sulla terminologia legata al nostro hobby preferito che è lo scrapbooking.
Ultimamente noi amministratrici del gruppo ci siamo trovate spesso a dover fare chiarezza su molti commenti e post all'interno del gruppo in cui venivano espresse considerazioni utilizzando in modo errato molti dei termini legati agli aspetti base di questo hobby.
Ci rendiamo conto che non è facile leggere in giro sul web, soprattutto in italiano, delle guide che aiutino a capire cosa sia lo scrapbooking, perché si chiami così e soprattutto quale sia lo scopo di chi lo pratica con entusiasmo e passione ed ecco perché oggi proviamo a farlo noi, io nello specifico con l'ausilio della fidata Federica, in arte Kushi, che vanta un'esperienza decennale in questo campo e che lo conosce e pratica con gran proprietà del mezzo.
 Cercheremo di fare luce su tutti quegli aspetti che soprattutto per le neofite spesso rimangono nell'ombra portando anche chi vorrebbe sapere ad esprimersi in modo errato e a considerare lo scrapbooking come una sorta di grande contenitore di tutto ciò che è realizzato in carta.
 Ecco questo è il primo grande errore da correggere immediatamente!
Lo scrapbooking non ingloba nella maniera più assoluta qualunque lavoro creativo realizzato con la carta, si tratta bensì di un'attività creativa volta alla conservazione dei ricordi, al fissaggio dei momenti più significativi della nostra vita.
La traduzione letterale sarebbe "scrap=ritaglio/avanzo" e "book=libro" da cui "album dei ricordi". 
Pur rientrando nell'attività più generica definita "craft" o "papercrafting" si distingue da questa definizione perchè ha uno scopo ben preciso, ossia quello di alleggerire, decorare, abbellire, enfatizzare, colorare, e chi più ne ha più ne metta i momenti salienti della nostra vita espressi attraverso la forma più diffusa che esista, ossia la fotografia.
Qualunque lavoro creativo si stia realizzando se non è legato ad una fotografia non è scrapbooking. Quindi a malincuore devo annunciarvi che rimangono fuori da questo insieme molti lavori creativi che si realizzano con la carta quali, explosion box, cards o biglietti augurali, non augurali, partecipazioni di nozze, inviti a qualunque tipo di cerimonia, il packaging, lo stamping in tutte le sue forme ed espressioni e spesso anche il mixed media laddove sia un'espressione artistica più che creativa, volta non tanto ad enfatizzare una foto, che a volte manca proprio, quanto una tecnica di decorazione o di colorazione.

Detto ciò passiamo ad elencare tutti i progetti che invece rientrano nella ristrettissima cerchia dei lavori di scrapbooking:
- mini album siano essi realizzati con le forme più sofisticate di rilegatura, o alla maniera più approssimativa possibile, ma ecco un esempio di album rilegato realizzato dalla nostra Luana;

- project life ossia una sorta di vademecum a steps dove la pagina dell'album è una cartellina trasparente divisa in riquadri delle misure più diverse in cui inserire le foto e accanto, sopra, sotto ritagli di carta con espressioni, disegni, numeri che aiutano ad esprimere il significato della foto, vi mostro una pagina di magda mizera, a mio avviso il suo project life è meraviglioso, che sia un'ottima fotografa diciamo che l'aiuta;

- layout o pagine singole, solitamente si usa il classico formato 30x30 ma anche il formato A4 è molto diffuso. Le pagine di scrapbooking, i cosiddetti layouts appunto, a loro volta diventano una sorta di album perché vengono conservati all'interno di buste trasparenti, chiamate page protector, in album ad anelli della misura apposita. Alcuni elementi che li compongono sono la base da cui partire, prima fra tutte la foto, il journaling ossia una breve descrizione delle impressioni, emozioni, ricordi legati alla foto, la data, e il titolo ed ecco una magistrale realizzazione di Federica;


- traveler's notebook ossia una specie di diario che può essere un diario di viaggio da cui prende il nome e quindi essere legato alla forma di viaggio più comunemente diffusa, ossia quella che prevede, meta, valigie, mezzo di trasporto, iter di spostamenti, luoghi da visitare in modo itinerante, oppure più semplicemente come diario di vita, in cui appuntare attraverso una singola foto, un evento della nostra giornata che non deve essere necessariamente molto importante ma semplicemente può avere una speciale valenza per noi, al punto da volerlo fissare ed eccone una mia personale interpretazione;

 La stranezza che mi colpisce in questo hobby risiede forse nel paradosso, dato dal fatto che lo scrapbooking sia nato proprio nel continente che non ha praticamente storia, scoperto nel 1492 quando ormai i giochi erano fatti e solo l'Oceania restava da scoprire, fa riflettere che proprio qui sia nata questa forma creativa che ha poi conquistato il mondo intero.
Pensate che il mondo a quell'epoca, parliamo sempre del 1492, aveva già accumulato una gran fetta di storia, Dante, Leonardo, Lorenzo Il Magnifico, le guerre puniche, le crociate, la nascita del Sacro Romano Impero, giusto per citare quelli che la mia memoria ricorda ... arte e letteratura, storia e geografia, avevano già al loro attivo una gran fetta di elementi meritevoli di essere ricordati e forse sta in quello la loro forte necessità di fissare qualunque cosa, creare una testimonianza del loro passaggio di cui sono totalmente privi.

Per quel che concerne i materiali, invece, faccio notare che ai suoi esordi chi esercitava questa attività decorativa utilizzava davvero avanzi di carta, stralci di vecchi giornali, copertine di libri e riviste dell'epoca, insomma non esistevano tutte le ricche collezioni di cui disponiamo ora e quindi non si può dire che esistano da sempre materiali adatti e altri no.
Credo che l'espansione di questa pratica creativa, abbia portato alla fisiologica necessità di utilizzare materiali specifici anche da un punto di vista qualitativo e che soprattutto non rovinassero nel tempo le foto con cui venivano a contatto.
Ecco perché tutti i materiali in carta che oggi i grandi brands stranieri e nazionali scelgono, sono privi di lignina e acidi in generale che, laddove non sarebbero nocivi per altri lavori manuali, in quanto trattasi comunque di componenti naturali presenti nella cellulosa, lo sono se vengono a contatto con le fotografie.
Ecco perchè consigliamo sempre di non lesinare sulla spesa legata alla carta, più che altro perché se non adatta a lavori di scrapbooking, di certo non vi farà venire l'orticaria, ma col tempo potrebbe cuocere le vostre foto e rovinare i vostri lavori oltre che i vostri preziosi ricordi.

Credo di avervi tediato a sufficienza con tutti questi approfondimenti che però spero vi possano aver aperto qualche spiraglio di curiosità sulla storia di questo hobby al punto da voler approfondire ancora di più quello che in questo post abbiamo anche solo accennato.
Non mi resta che salutarvi e darvi l'appuntamento alla prossima volta.
- ciao ciao -

Scrapzionario: F come Foil...

Ciao Scrappers, oggi voglio raccontarvi la mia esperienza con il foil.

Innanzi tutto sfatiamo il mito che per usare questi prodotti serve per forza il foil applicator. 
Io, ad esempio, utilizzo la plastificatrice della lidl... ma non solo... e ve lo racconterò in questo post.
Cosa è il foil: sono quei fogli metallizzati che reagiscono con il toner delle stampanti laser trasferendo il pigmento sul disegno o la scritta che avete stampato. Scettica e non contenta di poter usare solo la stampante laser ho provato di tutto per trovare un'alternativa e posso dire che tra le tante cose funzionano anche le polveri per embossing a caldo... ma a quel punto vi consiglio di embossare direttamente in color oro piuttosto che fare tutta questa trafila per usare del foil.

Ho procurato questi 3 prodotti, si tratta di un pennarello con il pigmento nero come i toner e altri due prodotti trasperenti un po' collosi che permettono di trattenere il pigmento del foil.


Cominciamo con calma, lo spray Reactive Mist: tra i tre è quello che preferisco meno.
Mi aspettavo che lo spruzzo dello spray fosse più ampio e desse la possibilità di creare delle belle macchie, in realtà ci sono rimasta malissimo perchè è come uno sputo di prodotto. La quantità spruzzata è troppa e se non si leva un po' di prodotto, nel momento in cui si applica il foil questo si schiaccia creando si delle macchie, ma troppo uniformi e piene.
Per trasferire il foil sulla scritta anche in questo caso avete bisogno di una macchina come il foil applicator della minc, oppure una semplice plastificatrice come la mia, che non è altro quella che ho acquistato al supermercato.

Questo è il risultato, nella tag di sinistra ho spruzzato il prodotto su di un blocchetto acrilico e poi spatasciato sul foglio, quella di destra, invece, ho spruzzato direttamente sulla carta. Ho fatto 3 spruzzi, e uno l'ho sparpagliato lungo il bordo usando una spugnetta.

Il secondo prodotto è il pennarello nero contenente lo stesso pigmento dei toner delle stampanti laser.
 Con questo pennarello potete scrivere tutto ciò che volete a mano libera.
Anche in questo caso si deve usare la plastificatrice per trasferire il foil sulla scritta, e devo dire che la mia plastificatrice, che non ho ancora detto era impostata a caldo, fa il suo sporco dovere e il foil si trasferisce in modo egregio sulla scritta.

L'ultimo prodotto è quello che tra i tre ho preferito. Si tratta di una sorta di crema collosa trasparente.
Usando una spugnetta l'ho applicata sopra a un timbro piuttosto grande ed ho voluto usare il foil per crare uno sfondo.
Ho tamponato la parte del disegno che volevo foilizzare con la Reactive paint.
Ho appoggiato la tag sopra al timbro e pressato per trasferire la colla, ho preferito fare in questo modo e non timbrando nel modo classico, perchè il prodotto è piuttosto appiccicoso e rischiavo di attaccare la carta o di imbrattare il tappetino di appoggio. Infatti ho dovuto ripetere l'operazione con una nuova tag perchè ho aspettato troppo a staccare la carta dal timbro e stava già seccando tutto, con il risultato di aver levato uno strato di carta che è rimasto sulla gomma.
Lavorando normalmente non c'è alcun problema, ma dovendo fare anche le fotografie ho dedotto di aver aspettato troppo nel primo tentativo. E qui viene il bello.
Con questo prodotto il foil sono riuscita a trasferirlo solamente premendo il foil con le dita. Ho strisciato bene le dita su tutta l'immagine per far attaccare bene il colore sul reactive paint.
 Questo qui è il risultato. Direi che non è proprio male!!!
Questo, invece, è il risultato passando il tutto nella plastificatrice, ovviamente con il calore più alto, l'intensità del pigmento trasferita è maggiore.

E questo è un esempio di una timbrata con un timbro clear con una scritta, nitido e perfetto.

Tutti i miei timbri poi li ho lavati con acqua e sapone sotto l'acqua calda. Ho faticato un po' a eliminare la colla dalle parti più lavorate delle foglie... ma alla fine è andato via tutto. Il prodotto trasparente a contatto con l'acqua calda diventa di colore azzurro, pertanto non faticherete a capire dove insistere a pulire. I timbri non si sono rovinati.

Spero che questa mia esperienza con il foil e i prodotti Heidi Swapp per la Minc vi possa essere d'aiuto per i vostri futuri progetti.